Sassari – Tra poche settimane sarà completata la nuova ala sud dell’ospedale civile Santissima Annunziata di Sassari (ma bisognerà attendere altri 4 mesi per l'apertura ai degenti). La struttura copre il vecchio ingresso di via Enrico De Nicola e si sviluppa su 9 piani: 6 dedicati alla degenza, uno alla reception con un punto informazione, un bar ristoro, il Cup, spazi commerciali e uffici, oltre a due sottopiani veri e propri, uno per 40 posti auto e l’altro per gli impianti tecnici. Il nuovo ampliamento sarà in grado di ospitare 210 posti letto in camere doppie e singole, di cui 4 per post trapianto, tutte dotate di servizi igienici indipendenti e con un elevato comfort ambientale sia estivo che invernale. Il numero dei posti letto potrà arrivare fino ad un massimo di 224 posti letto in caso di necessità.

L’opera è stata finanziata con i fondi previsti dall’articolo 20 della legge n. 67 del 1988 per gli investimenti straordinari di edilizia sanitaria (accordo Stato-Regioni siglato il 29 marzo 2001). L’importo dei lavori è di poco inferiore ai 25 milioni di euro. Ad aggiudicarsi l’appalto concorso, bandito sulla Gazzetta Ufficiale Ue tra giugno e luglio del 2003 e che prevedeva la progettazione e la costruzione dell’immobile, è stata l’associazione temporanea di impresa (Ati), composta dall’impresa Costruzioni Srl (Altamura), il Consorzio fra cooperative di produzione e lavoro (Bologna) e lo studio di progettazione Plicchi (Bologna). 

I giornalisti hanno potuto visitare in anteprima il nuovo edificio questa mattina. Guidati dal commissario dell’Azienda sanitaria locale Paolo Manca (medico proprio del Santissima Annunziata da una vita), dal direttore sanitario Francesco Lubinu, dal responsabile dell’Ufficio tecnico dell’Asl Gianmario Caria e dal progettista Giovanni Plicchi, hanno visionato quello che sarà l’ingresso da via De Nicola e il primo piano dell’ala. Da rivedere uno degli ascensori (capienza 26 persone), che si è bloccato con all’interno 12  tra giornalisti e gli stessi vertici della Asl.

«Sassari – ha detto il commissario Paolo Manca – avrà un’ala ospedaliera degna per la città. Sarà un vero e proprio punto di forza quando sarà realizzato il nuovo ospedale. A quel punto, assieme all’Azienda ospedaliero universitaria, si potrà disporre di un ospedale in grado di offrire una risposta adeguata anche dal punto di vista del comfort alberghiero».

Il commissario ha quindi fatto presente che la realizzazione del nuovo ospedale cittadino, del quale si dispone già di un progetto preliminare, è negli intendimenti sia dell’Asl che della stessa Regione. E ha aggiunto che i fondi, 120 milioni di euro ci sono e sono stati inseriti in una recente delibera del Cipe. Mancano i rimanenti 60, che potrebbero essere di meno: tutto dipende dalle apparecchiature di cui ci si dovrà dotare, che potrebbero anche costare di meno. Una volta recuperati i fondi si procederà alla costruzione di una nuovissima ala verso viale San Pietro. Verranno abbattuti il padiglione rosso e l’ormai obsoleto corpo centrale.

Uno dei problemi tuttora da chiarire è quello degli ascensori. Prima della costruzione della nuova ala erano già presenti 15 ascensori funzionanti e due erano in fase di realizzazione nell’ala dell’elisuperficie. Nel punto di collegamento tra l’ospedale e l’ala nuova non erano previsti gli ascensori, sistemati invece in corrispondenza dell’ingresso del nuovo blocco, avrebbero servito in modo conveniente sia le necessità assistenziali che di movimento dei visitatori. Tra il 2006 e il 2007, quando si affacciò l’idea del progetto di un ospedale cittadino rifatto completamente nacque un’esigenza del tutto nuova. Il tipo di intervento previsto e descritto nello studio di fattibilità posto a base di gara per la costruzione dell’ospedale interveniva pesantemente su tutti gli edifici, rendendo impossibile l’utilizzazione continua del blocco centrale dei collegamenti verticali dell’ospedale e rendeva indispensabile la previsione di ascensori locali, a diretto servizio del blocco in fase di costruzione. Prima nel project financing, che non fu aggiudicato, quindi nel concorso di progettazione, il progetto vincitore sarebbe risultato non realizzabile in assenza dei collegamenti verticali nel nuovo ampliamento. Si è verificato allora non una dimenticanza o una leggerezza, hanno affermato i due ingegneri responsabili del cantiere, il progettista Gianni Plicchi e il dirigente dell’Ufficio tecnico dell’Asl Gianmario Caria, ma un «tempestivo ed efficace adeguamento di un progetto in corso a delle nuove necessità emerse dalla possibilità di un importante intervento risolutivo che avrebbe rinnovato e che presumibilmente rinnoverà completamente il Santissima Annunziata».


Pone a cumone custu artìculu
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