Sciopero generale anche a Sassari
Sassari - «Ora basta, il territorio non può più attendere: o arrivano risultati immediati e concreti, oppure sarà sciopero generale anche a Sassari». Il segretario generale territoriale della Cgil di Sassari Antonio Rudas commenta così la grande giornata di mobilitazione dello scorso venerdì. «Avevo auspicato che lo sciopero regionale non fosse un falso d'autore, che non venisse annacquato dal tentativo pur nobile di fare fronte comune», prosegue Rudas. «Senza individuare le vere responsabilità e contrastarle con decisione, infatti, da questa situazione non si uscirà mai. Appurato che i lavoratori, i pensionati, i giovani che si sono mossi dal territorio alla volta di Cagliari lo hanno gridato in piazza con chiarezza, ora non consentiremo più a nessuno di giocare con espedienti di varia natura, neanche a quei sindacalisti che paiono preoccupati più per la loro sorte personale che per quella dei lavoratori. Peraltro il Governo nazionale e quello regionale stanno recitando due parti in commedia: da un lato si dicono a fianco del sindacato, dall'altro non fanno niente di effettivamente valido per risolvere alla radice i problemi. Abbiamo un’infinità di esempi per poterlo dimostrare e purtroppo la chimica è soltanto uno di questi.
«È irritante e persino offensivo – dice ancora il segretario della Cgil – constatare che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi chieda alla multinazionale Alcoa di mantenere le proprie produzioni in Italia e non trovi il tempo per fare altrettanto con il suo “dipendente” Scaroni, e imporre all'Eni senza legittimo impedimento di mettere immediatamente a disposizione le materie prime in grado di riavviare gli impianti. Eppure lo Stato controlla la stessa Eni attraverso un consistente pacchetto azionario, avendo quindi effettivo potere di intervento, certamente maggiore di quanto non ne abbia verso società come Alcoa. Tutti sanno che se Vinyls non riprenderà immediatamente le produzioni per il petrolchimico di Porto Torres sarà la fine e l'impatto sul tessuto sociale ed economico nella provincia di Sassari avrà effetti devastanti. Anche per questo il presidente della Regione deve smetterla con le carezze e fare sentire la sua voce con più determinazione e convinzione. Sappia che se si risolverà la crisi nel Sulcis, come noi con grande trepidazione attendiamo, senza che contestualmente venga fatta la stessa cosa per Porto Torres, allora ne scaturirà una lotta durissima che per intensità e determinazione farà ben presto dimenticare quella degli ultimi mesi».










